Comune di Agnadello

Le Chiese



La Chiesa Parrocchiale

Questa chiesa fu costruita nel 1748, come si rileva dall'epigrafe posta sulla facciata principale che è orientata verso sera. Essa rappresenta un bell'esempio di stile tardo barocco, molto curato nelle forme e nei particolari. E' dedicata alla Madonna e a S. Vittore ed è l'attuale chiesa parrocchiale.
Nel 1998, nel 250° anniversario della sua edificazione, è stato realizzato per opera del parroco don Carlo Severgnini un restauro conservativo della struttura e nel 2002, con il parroco don Angelo Ramella, è stato rifatto l'intero sagrato.
La costruzione si trova quasi nel centro del paese e misura 38 metri di lunghezza e 27 metri di altezza.
La struttura possiede una sola navata centrale ornata da colonne con capitelli in stile tardo barocco, l'altare maggiore e cinque altari laterali, con cappelle sostenute da maestose colonne di granito.
Ai lati dell'altare maggiore ci sono due cantorie : in quella di sinistra è collocato il magnifico organo a canne, quella di destra è decorata da un affresco che raffigura S. Cecilia, eseguito dal pittore Gaetano Miolato di Verona (1885-1960) nel 1942. Le balaustre degli altari laterali sono di marmo, quella dell'altare maggiore e delle cantorie sono di marmo e di ferro battuto. Ogni altare è arricchito da una pala (grande tavola dipinta che sovrasta la mensa dell'altare ).
La volta della navata centrale è decorata da quattro affreschi realizzati nel 1942 dal pittore Gaetano Miolato di Verona ; essi rappresentano : S. Vittore e S. Defendente, S. Antonio da Padova e un miracolo eucaristico, S. Bernardino da Siena e San Giuseppe.
La porta centrale della chiesa è provvista di una bussola in legno di stile neoclassico fatta realizzare tra il 1805 ed il 1810 da don Luigi Lodigiani parroco di Agnadello. E' interessante notare sulle pareti esterne della bussola alcune scritte e frasi che risalgono agli ultimi decenni dell'ottocento ed ai primi decenni del novecento.
La porta laterale, anch'essa in legno, è a due battenti contornati da una struttura fissa arricchita da legno intarsiato e sovrastata da due vetri decorati.

La facciata principale presenta una vetrata istoriata raffigurante Maria, Madre della Chiesa e i pontefici del Concilio Giovanni XXIII e Paolo VI. Essa fu commissionata nel 1965 dal parroco don Luigi Possenti all'amico pittore e scultore Domenico Colpani di Fornovo, per ricordare il Concilio Vaticano II che si era concluso l'8 dicembre 1965. Sempre nel medesimo anno fu realizzato dallo stesso autore anche l'altorilievo della facciata raffigurante S. Vittore a cavallo.
Annessa alla chiesa parrocchiale e comunicante con la cappella della Madonna, c'è la cosiddetta "cappella invernale", costruita da don Luigi Possenti nel 1969, demolendo un rustico adiacente al retro del campanile.
Risale al settecento il primo strumento a canne di cui fu dotata la chiesa: un organetto, probabilmente un Serassi, che fu in seguito venduto, perché ormai deteriorato, a Luigi Bernasconi per 550 lire. Quest'ultimo, organaro varesino, progettò nel febbraio 1896 un nuovo organo meccanico che fu realizzato nel 1897 e collaudato nel 1899. A cent'anni di distanza, nel 1996, per l'impegno del parroco don Carlo Severgnini e grazie al lascito delle sorelle Cervi, l'organo è stato completamente restaurato dalla ditta organaria Inzoli-Bonizzi di Crema. Questo strumento è entrato a far parte degli "organi storici" della Lombardia e rappresenta un importante elemento del nostro patrimonio artistico e culturale.

 

La chiesa di San Bernardino

Oltre alla chiesa parrocchiale, esiste proprio al centro del paese una chiesa che, anticamente, era la chiesa parrocchiale stessa e che risale al 1400 circa: la chiesa di S. Bernardino.
Essa rappresenta un esempio di architettura romanico-gotica, dalle forme semplici ed essenziali. Caratteristico è il tessuto murario: una particolare amalgama di ciottoli e mattoni, spesso disposti a "spina di pesce", con grande effetto decorativo.
La facciata, a capanna,scandita da contrafforti e decorata alla sommità da una cornice in cotto ornata da archetti ciechi, ospita solo gli elementi strettamente funzionali: il rosone e il portale basso e ampio.
Lo spazio interno è regolato a navata unica; la volta è sostenuta da travi e travette in legno e da archi in muratura. Il soffitto, a cassettoni, presenta disegni geometrici e gli archi sono decorati con affreschi; il tutto è stato eseguito dai pittori Giovanni e Domenico Zappettini di Bergamo alla fine dell'800 e nei primi anni del '900. Sull'arco trionfale che delimita il presbiterio sono raffigurati a destra San Paolo con la spada, a sinistra San Pietro con le chiavi, al centro c'è il monogramma di Cristo attorniato da angeli in adorazione. Sugli altri archi ci sono le immagini dei quattro evangelisti. Sulle pareti laterali si possono ammirare pregevoli affreschi quattrocenteschi raffiguranti Gesù deposto dalla croce, la Madonna con il Bambino, diversi Santi e pellegrini, realizzati come ex voto e attribuiti al frate pittore Stefano da Pandino.
La chiesa, dopo la prima visita pastorale del 1500, fu interdetta perché pericolante e molto deteriorata in quanto era circondata da acque stagnanti, restaurata alla meglio nel 1621e in ultimo nel 1994; I lavori, terminati nel 1995, permisero di rinnovare la costruzione nella sua completezza.


La chiesa di Sant'Antonio

A nord-est del territorio di Agnadello e appena al di là della roggia Badessa, quasi sul limite del confine comunale con il territorio di Arzago,si eleva il campanile di una chiesetta dedicata a S. Antonio da Padova.
Vi si arriva mediante una strada di campagna staccandosi dalla strada comunale per Vailate, a circa 600 m dall'abitato di Agnadello, transitando per la cascina Paradiso, per il ponte sulla roggia del Brolo e quella sulla roggia Badessa, vicino a un gruppo di case che appartengono appunto alla frazione denominata cascina S. Antonio.
La costruzione, che risale al 1663, ha una forma quasi quadrata ed è composta da chiesetta, campanile, casa del custode, cortiletto e il tutto è cintato da un muro.La chiesa è divisa in due parti da un muro con tre grandi aperture arcuate provviste di cancelletto.
Si possono distinguere, pertanto, l'atrio e la chiesa propriamente detta. Sul muro dell'atrio si può notare un affresco che rappresenta l'apparizione della Madonna di Caravaggio.
Nella chiesa, il sito dell'altare maggiore è situato sull'alzata di un gradino. Sulla parete centrale si trova un grande affresco rappresentante S. Antonio da Padova; sul lato destro c'è un piccolo affresco dedicato a S. Defendente. Sempre sul lato destro ma nel sito dei fedeli si trova un quadro di grandi dimensioni con l'immagine del santo di Padova.
La costruzione fu restaurata nel 1984 per interessamento del parroco di quel tempo, Don Luigi Possenti, delle famiglie residenti nella cascina e della popolazione di Agnadello.
Molto sentita, inoltre, è anche la tradizionale "sagra di S. Antonio " che si festeggia l'ultimo lunedì di luglio.





La chiesa della cascina Costa Cremasca

La chiesa è sorta sul precedente oratorio cinquecentesco dedicato a S. Marco, allungato con un'abside quadrata sul tetto dalla quale sorge un campanile di piccole dimensioni. La nuova chiesa fu costruita per volere del proprietario del terreno il vescovo Premoli e fu inaugurata presumibilmente nel 1686. Essa non si trova sul territorio di Agnadello ma su quello di Palazzo Pignano, tuttavia è collegata al nostro paese per le vicende della famosa battaglia. Si tratta di un edificio barocco, con alcuni elementi tardo-rinascimentali. La facciata è semplice e lineare, con un timpano semiovale, una trifora e lavori a stucco.
L'interno,abbastanza elegante, è dipinto in blu e giallo e si presenta con tre campate in una navata, più il presbiterio. Attorno corre una trabeazione in stucco sorretta da colonne scure su basamento.





Cappella dei Morti della Vittoria

Essa è dedicata alla Madonna della Vittoria, sorge sul luogo della vecchia chiesa nel territorio di Agnadello.